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08 A.C. Eventi Arte Contemporanea – Pontechiaradovo di Genga (AN) – 11 luglio 2009

7 lug 2009 | evento segnalato da redazione | Argomento: Arte

arte contemporanea GengaE’ stato presentato ufficialmente “08 A.C. Eventi Arte Contemporanea” organizzato dalla Provincia di Ancona all’interno del progetto L’Acqua e la Memoria, Amat, Regione Marche, Pogas Marche, Ministero della Gioventù, Co Habitat e Osservatorio dell’Acqua della Provincia di Ancona che si terrà sabato 11 Luglio 2009 all’interno della Gola della Rossa nel suggestivo palcoscenico naturale di Cava di Grotta Fucile.

Partner dell’evento la galleria Bababerlin di Berlino, la galleria Sala 1 di Roma e il Centro Sperimentale di Design Poliarte di Ancona mentre gli sponsor sono Garbini Consulting, Gruppo Gola della Rossa, Delta Srl e Dodo Srl.

Erano presenti l’Assessore alla Cultura della Provincia di Ancona Carlo Maria Pesaresi, il responsabile area Cultura e Turismo della Provincia di Ancona Giovanni Bonafoni, l’ideatore dell’evento Adriano D’Annunzio e gli artisti Sergio Marcelli e Thomas Von Arx.

08 A.C. è scuramente l’evento più importane e originale all’interno dell’Acqua e la Memoria – dice l’Assessore Pesaresi – che coinvolgerà tre degli esponenti più rappresentativi dell’arte di concetto presenti, oggi, nel panorama internazionale: Myriam Laplante, Thomas von Arx e Sergio Marcelli. Il progetto, nato da uno stretto rapporto fra gli artisti e l’organizzatore, coinvolgerà più aspetti della creatività: scultura, installazione, azione teatrale, video e una sorpresa finale che, di certo, meraviglierà gli spettatori”.

L’interagire fra i vari linguaggi espressivi ha trovato nella Cava di Grotta Fucile di Pontechiaradovo di Genga il giusto spazio per dipanarsi, sostenuto da un’idea forte di arte strettamente legata alla vita. “La provocazione alla quale il pubblico assisterà – dice il curatore Gian Ruggero Manzoni in una nota scritta – verrà poi stemperata dalla poesia che le acque fruscianti dell’Esino ci consegneranno e dallo stupendo paesaggio circostante, elementi anch’essi fondamentali perché l’evento artistico che abbiamo preparato abbia il suo giusto esito. Nulla è lasciato al caso perché il tutto è stato studiato nei minimi particolari; sono infatti mesi che stiamo ragionando sulle dinamiche che cuciranno, fra loro, le varie componenti”.

In un momento epocale in cui tutte le domande riguardanti l’essere e il divenire sono tornate in ballo, ecco che ancora una volta l’arte tenta di dare risposte significative a ciò che è il nostro compito di uomini nonché di operatori culturali. L’ 11 luglio, nell’alto Appennino anconetano, nel momento in cui il sole andrà a tramontare, la potenza evocativa che l’espressione in sé contiene, con sacralità, troverà un esito che gli intervenuti rammenteranno per la vita.

ARTISTI

Myriam Laplante

Artista canadese si occupa principalmente di fotografia e performance. Le sue opere sono esposte a Roma, nella Galleria d’Arte Moderna ed al Museo di Arte Contemporanea, in Canada al Musée du Québec e presso il National Museum of Photography di Ottawa.

La dimensione del grottesco, in arte, affonda nella notte del mito. Il maneggiare materia “spuria”, contaminata, che va a incidere la nostra psiche e poi in essa fa il nido, quindi, di essa, si ciba, calca la scena “caotica”, “folle” e “freak” della Laplante. Mai nessun altro artista (performer, fotografo, scultore…) ha gestito materia tanto esplosiva come Myriam, ritrovandosi, nel contemporaneo, ma, parimenti, raschiando le lapidi di un passato che non vuole morire. Che quindi l’antichità del gesto perduri fra noi, in modo che il teatro dell’esistenza umana abiti, di continuo, il riproporsi instabile di una mente, come poi Artaud e De Ghelderode sostenevano (non senza trovarmi d’accordo), e in quelle infinite e “sadiche” sembianze, in quei mille costumi, si trasformi e ritrasformi, quale Zelig mutante, quale alchemico fantasma, quale perversa emanazione del “demone” che ci conduce alla luce del nostro essere: implacabilmente, inesorabilmente, artificiosamente… scorticando le cavie che siamo, i pupazzi, le marionette, di una società in cui la divinità alloggia (solo e ormai) in colui, o, meglio, in colei che toglie la vita, o la manipola, a suo uso e consumo. “Tragico è il destino dei mortali”, sosteneva Euripide, soprattutto quando si è consci del mancare alla promessa del divenire, sottraendoci a noi stessi e al compito di mantenimento che la natura ci ha assegnato. E’ comunque da un sacrificio (mistico-sacrale) che bisogna passare-transitare per poi elevarci. E’ da un ballo di “luciori” trepidanti e piccoli “golem” che il senso comincia a prendere forma, non senza invaderci di orrore. Che sia il giudizio a indebolirci come specie? Reputo di sì. E’ il fare, il compiere, il penetrare, il seviziare a darci profilo, ma è poi la colpa a scioglierci in nero liquame o a metamorfizzarci in altro da noi. (GRM)

Sergio Marcelli

Nasce ad Ancona nel 1971. Fotografo e viedo-artista ha esposto principalmente all’estero, a Lucerna, Bruxelles, Berlino ed in Spagna a Gandia. I suoi video sono stati presentati in diverse occasioni a Roma e in Grecia, al Midien Film Festival. Occasionalmente ha esposto il suo lavoro anche nella regione natale.

Il valore edonistico-ectoplasmatico della ricerca di Marcelli si erge in una natura accuratamente sventrata dalla mano umana, così che qualsiasi archeologia industriale non può che venire fagocitata dall’ombra e, nell’ombra, di un ipotetico limbo formale, riflettere su se stessa, fino alla fine dei tempi. Evanescenza è la parola d’ordine, ricercata, filmicamente o fotograficamente, nella fibrillazione, in bianco e nero, delle ghiandole espressive (a volte il colore avanza, ma il “barocco” lo annulla subito). E’ ancora di corpo, di masse, di gravosità che stiamo parlando, come poi nell’arte di Myriam Laplante. Elementi costitutivi che non attendono, altro, che divenire eterei rimandi di un vissuto all’insegna dell’inutile, oppure del già cessato, del già finito, del già morto. Ed ecco la risurrezione. E’ la bocca che partorisce il rinato, o, meglio, la testa tramite la bocca. La religione delle ombre incalza, in un parlare muto, neppure gestuale, direi assente, per come la trama tesse e svolge distanze e derivazioni. Riflessi, quindi, del tornato fra noi, in attesa di una deflagrazione reale e simbolica che darà voce (finalmente) a un nuovo universo. Il demiurgo crea e poi distrugge… ma il demiurgo non è altro che l’uomo nel suo salmodiare la mancanza di un progetto o di una meta-mente. Così si passa da uno stato all’altro, silenziosi, cupi, quindi liberati, nel divenire, e ancora e ancora, per di nuovo ritrovarsi silenziosi e cupi. E’ un mitologema cosmico, quello di Sergio, che non mira, altro, che alla reazionaria esplosione eco-tombale del concetto. Un concetto impossibile da fermare, perché rutilante e sfuggente è il bandolo della matassa. Forse sogno-segno? No, il concreto incombe, drammatico, e il tutto si polverizza, nel vento o nella centrifuga, come poi nell’oggi. (GRM)

Thomas Von Arx

Artista svizzero dalla caduta del muro vive a Berlino dove realizza diverse mostre, spesso con installazioni monumentali. Personaggio poliedrico ha collaborato con numerose gallerie tedesche, presentando il suo lavoro in diverse città europee. L’installazione ideata per 08 A.C. fa parte di un progetto iniziato nel 1999 che, dopo la Gola della Rossa, verrà presentato a Tokio.

“Values and facts”, per ciò che non ha valore e non fa. Quale obliquo significato ha questo motto di von Arx, arcaico plasmatore di esseri portatori di doni, di piccole statue ritrovate nei sepolcri di una civiltà scomparsa? Ormai tutto il pianeta è tatuato da “values and facts”, quando più nulla ha peso, misura, consistenza, e più nulla fa, se non in funzione di un profitto che nulla concede quale ritorno, se non donandoci una parvenza di felicità imbalsamata dalle altrui disgrazie. Così, eccoci all’anello di congiunzione tra Laplante e Marcelli. Ecco la spina che accende lettere e insoddisfazioni. O, meglio, ecco la miccia che innesca quell’esplosione di colpa che divora il grembo del creatore d’immagini, suoni, odori, vellutate carnagioni al silicone, cibi condizionati da fibre filate dai mostri dell’opulenza e dell’assurdo. “Valori e fatti”, quale slogan di un partito politico che incespica nell’incapacità umana di darsi un costrutto etico sul quale poter ricamare il “bello” di un oggetto inconsistente, quello, appunto, privo di valore economico, ma, nella suggestione, edificatore di un piacere affettivo profondo, sensibile, caldo.  Thomas, e i suoi due compagni di viaggio, ci portano, quindi, in luoghi non deputati, per stritolare una costruzione che, reliquia di un sistema enfisematico, verrà finalmente immolata per renderci liberi. E’ van Arx la guida, in questo labirinto di natura primigenia e di natura manipolata. E’ lui lo stalker in questa “zona” dove il desiderio dell’umanità, quello più profondo, quello atavico, quello VERO, troverà risposta, strappandoci alla gabbia che ci siamo costruiti attorno… perché la conoscenza è pur sempre dolore. Del resto la verità non produce tanto bene nel mondo, quanto male vi producono le sue apparenze. E a tale insegnamento dobbiamo rifarci… a quello che l’arte ogni giorno ci consegna. (GRM)

SCHEDA TECNICA

Nome evento: 08 A.C. EVENTI ARTE CONTEMPORANEA
Data: Sabato 11 Luglio 2009
Ora: dalle ore 18 al tramonto
Luogo: Gola della Rossa, Località Pontechiaradovo, Cava di Grotta Fucile
Ideazione e coordinamento: Adriano D’Annunzio
A cura di: Gian Ruggero Manzoni
Artisti: Myriam Laplante, Sergio Marcelli, Thomas Von Arx
Ufficio Stampa: Mauro Luminari -  Tel. 0731 814079 Mobile 338 6002190 – Email: mauroluminari@hotmail.it

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  1. Un esplosione, una scritta gigante, una performance, una proiezione, tre artisti di respiro internazionale. E un fiume che accarezza una cava abbandonata da decenni. Un successo al di sopra delle aspettative. 08 A.C. Eventi Arte Contemporanea lascerà sicuramente un segno nel panorama dell’arte contemporanea nazionale. L’Assessore alla cultura della Provincia Carlo Maria Pesaresi, l’Assessore al Demanio della Provincia Carla Virili, critici, galleristi, artisti e giornalisti hanno accettato l’invito per assistere a questa originale performance/evento. La meraviglia di scoprire o riscoprire la bellezza della Cava di Grotta Fucile, nei pressi della frazione Pontechiaradovo, è stata presto sostituita dalla forza della performance della spagnola Myriam Laplante che si è trasformata in “Alambicco Umano”, miscelando e trasformando liquidi che entravano e uscivano attraverso la sua cavità orale. “Valori e fatti”, la scritta gigante che capeggiava sulla parete della cava, è stata l’opera del berlinese Thomas Von Arx che la sta portando in giro per il mondo come slogan. I più attenti si sono accorti che la scritta si poteva ritrovare dentro una pozzanghera d’acqua incisa su una piastrella, o appoggiata ad un mucchio di pietrisco, o attaccata in altre istallazioni.

    L’evento più spettacolare è stata la performance dell’anconetano Sergio Marcelli. La sua Galleria Cubo di legno bianco che supportava il video “Ombre” è stata fatta saltare in aria con un esplosione controllata. Il pubblico, collocato a debita distanza, è sobbalzato al primo botto, poi è scoppiato il video, poi tre grandi fiammate si sono sprigionate dal tetto e infine un bulldozer ha completato l’opera distruggendo definitivamente con il braccio meccanico l’istallazione. Lo stesso video “Ombre” all’imbrunire è stato poi proiettato, come se risuscitato dalla costruzione che lo imprigionava, sulla porta di un magazzino in disfacimento concludendo l’happening artistico.

    “Sono veramente soddisfatto di questo evento – ha detto l’assessore Pesaresi – perchè rientra pienamente nel ciclo l’Acqua e la Memoria, infatti abbiamo il fiume e una cava abbandonata oggi diventata palcoscenico d’arte e rivalutata da centinaia di persone”.

    “La macchina organizzativa ha funzionato alla perfezione – ha affermato Adriano D’Annunzio ideatore dei 08 A.C. –, ringrazio il sostegno del Gruppo Gola della Rossa nella persona di Giuseppe Bartolucci e lo sponso Garbini Consulting senza i quali questo evento non sarebbe potuto esistere”

    “Il successo di 08 A.C. dimostra che l’attenzione verso l’arte concettuale è alta – conclude Gian Ruggero Manzoni curatore dell’evento – anche se siamo sicuramente indietro rispetto al resto dell’Europa. Spero che la riuscita di 08 A.C. faccia da apripista verso altre occasioni di questo genere”.

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