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Centro Indipendente di Ricerca e di Studio e di Divulgazione della Cultura dell’Immagine – Porto Sant’Elpidio (FM) – 18 Aprile 2010

15 mar, 2010 | di claudiopiersimoni | Argomento: Cinema

Centro Indipendente di Ricerca e di Studio e di Divulgazione della Cultura dell'Immagine - Porto Sant'Elpidio (FM) - 18 Aprile 2010Giovedì 18 marzo 2010, ore 21.30 Villa Baruchello – Porto Sant’Elpidio (FM) Cinergiemusica

Rassegna di cinema di qualità dedicato alla musica

“Don’t look back”

di D. A. Pennebaker (USA 1967) con Bob Dylan, Joan Baez, Donovan e Alan Price, Albert Grossman, Bob Neuwirth, Marianne Faithfull, Allen Ginsberg, Tito Burns, Derrol Adams, Horace F. Judson.

Documentario girato in bianco e nero durante una tournèe del cantante, allora poco conosciuto, nel regno unito del 1965, il film illustra il “nuovo” personaggio di Dylan, musicista impegnato politicamente, ma giá proiettato verso il successo internazionale.

Le proiezioni, realizzate a scopo didattico, inizieranno alle ore 21.30.

Con l’entrata nel ventesimo secolo, caratterizzato in primis dalla nascita del cinema, seguito poi da tutti quelli che sono gli sviluppi che caratterizzano l’arte contemporanea, non è più possibile sostenere l’esistenza di linguaggi puri, né una separazione tra le varie forme artistiche.

Con l’avvento del cinema infatti, e in particolare con il cinema sonoro, si vede realizzata per la prima volta quell’unione tra immagine e parola, tra pittura e poesia; e la perfetta integrazione tra le arti spaziali e temporali, plastiche e sonore.

La rassegna”cinergie musica”, curata da manuel devenuti, petra feliziani e simone paglialunga, vuole essere portatrice di un preciso messaggio, ovvero mostrare come con arte sia possibile “guardare” l’arte.

Nello specifico delle proposte selezionate, mostrare come un artista che usa la cinepresa possa raffigurare un altro artista che a sua volta tenta di interpretare il mondo attraverso i suoni e la musica.

Le fonti da cui la rassegna trae spunto e consistenza espressiva sono film dove la trama musicale si intreccia strettamente con le storie; le note fanno parte dello stile di ogni singolo regista, come un portato necessario dell’immagine.

L’obiettivo si deposita sui “fatti” della musica, e li sa far parlare.

Documenta la nascita di un sodalizio artistico, tra uomini che vivono le loro emozioni musicali nel problematico e spesso insostenibile rapporto esistenziale con i propri simili, con le città dove vivono, e con le amicizie che sgorgano dal pentagramma.

Sono film capaci di catturare le magie nascoste dei luoghi, senza troppo badare alle spigolature, efficaci nel restituire l’emozione dei concerti, l’attimo dell’esibizione, l’infinitesimale spazio della creazione.

Sono film densi, pastosi, spesso incisi su pellicole a grana grossa a cui corrispondono ordini diversi di complessità e di lettura.

Lo scopo della rassegna “cinergie musica” è anche quello di contribuire al rilancio, alla rivalutazione e alla diffusione sul territorio della produzione cinematografica internazionale di elevato livello artistico e qualitativo; non ultimo fare da contrappeso all’invasione imperante di immagini che hanno snaturato il significato originario del cinema, il suo spazio e la sua specificità.

Il cinema ha perso il primato di essere luogo/modo di visione poiché continuamente “superato” dai non-luoghi nei quali la fruizione viene fugacemente fornita allo spettatore/compratore a cui non viene chiesto altro che guardare un’immagine che si muove su uno schermo.

La rassegna è composta da otto film differenziati contenutisticamente nell’estetica della rappresentazione, riconducibili a differenti periodi di riferimento e firmati da autori con background artistici diversi (fotografi, registi più o meno famosi, artisti, performer, ecc.), che hanno trovato nella musica l’elemento catalizzatore fra visione e suono. non più, o non solo, la musica come contorno alle scene mostrate e raccontate, ma la musica intesa come protagonista.

Le fonti diverse che convergono in “cinergie musica” forniscono importanti e suggestive informazioni sul come la musica diviene espressione “visibile”.

Tutti i film raccontano storie di protagonisti della musica offrendone la lettura del “diario di bordo” con pagine dedicate alla ripresa diretta di una performance, alla registrazione di un concerto, al backstage, alle interviste.

Diversi sono stati gli approcci alla musica ed ai musicisti come diversi sono stati i protagonisti e le tendenze dei film.

Ogni film è il frutto della ricerca e della passione non solo dei registi ma degli stessi musicisti/attori che “partecipando” hanno lasciato un contributo, non solo della loro musica (da ricordare che alcuni film sono delle vere e proprie testimonianze della nascita di movimenti e tendenze) ma del rapporto di questa con l’uomo, con le altre arti, con il mondo.

Performances che si fanno vita, vite che si fanno performances.

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