Rubini torna al teatro: “C’è un rapporto vero con il pubblico, che nel cinema non c’è”
28 lug, 2010 | di redazione | Argomento: Visti per voi“Nella mia performance ho cercato di scegliere delle poesie che ricordino il cinema. Dedico una grande fetta di questo spettacolo a Prevert, che oltre a esser stato un grande poeta è stato anche un grande sceneggiatore, attore, ed è stato molto vicino al cinema: infatti, le sue poesie sono molto legate all’immagine”. Lo ha detto l’attore e regista Sergio Rubini, a margine dello spettacolo ‘Musiche di poesia, poesie di musica, progetto artistico del maestro Gabriella Orlando, terzo appuntamento del Fossombrone Teatro Festival 2010.
Parlando ancora del suo spettacolo, Rubini ha spiegato di aver scelto di raccontare il ‘900 anche attraverso grandi poeti, “perché leggo Alda Merini, Bertold Brecht, Cesare Pavese, … e anche quest’ultimo è stato molto legato al cinema, nelle sue poesie si sente il Cinema”. “In particolare Brecht – ha aggiunto – sarà associato alle musiche dal vivo di Kurt Weil, che sono poi diventate ispirazione per Nino Rota”.
La presenza alla rassegna forsempronese ha segnato in qualche modo il rientro in teatro per Rubini, dopo anni di solo cinema. “Da ragazzo ho fatto una scuola di formazione, l’Accademia di Arte Drammatica – ha spiegato – per cui recitare con il pubblico è una cosa che ho imparato anni fa, fa parte della mia storia, storia dalla quale mi sono poi allontanato. Ma ci sono occasioni come questa che mi consentono di riavvicinarmi al vero teatro, al rapporto diretto col pubblico, perché con il cinema il pubblico non c’è, non lo vedi mai. Questa penso sia una delle ragioni per cui accetto di essere coinvolto in questi progetti, per ritrovare quella emozione che è propria, tutta del Teatro e che invece nel Cinema non ti può offrire”.










