Camilla Trinchieri e il suo ultimo libro “Cercando Alice” – Porto Sant’Elpidio (FM) – 11 Novembre 2010

nov 9, 2010 | di | Argomento: Libri

Camilla Trinchieri e il suo ultimo libro Cercando Alice - Porto Sant'Elpidio FM - 11 Novembre 2010A cura di” incontri con l’autore a cura dei lettori incontro con Camilla Trinchieri, giovedì 11 novembre 2010 ore 21,00 Polo socio-culturale Villa Murri,  Porto Sant’Elpidio (FM).

Camilla Trinchieri nasce a Praga, figlia di un diplomatico italiano e di un’americana. Gira il mondo, studia a New York e va a vivere a Roma. Per diciassette anni lavora nel cinema come assistente al doppiaggio; è orgogliosa di aver lavorato con Federico Fellini, Luchino Visconti, Lina Wertmüller, Marcello Mastroianni, Sofia Loren. Poi la sua vita privata va in tilt e Camilla decide di lasciare l’Italia.

Un lettore di tarocchi le rivela che a New York si sarebbe ricongiunta con il lato più creativo di sé. Nell’attesa si guadagna da vivere vendendo pasta De Cecco a Little Italy.

Raccontando la sua nuova vita in lunghe lettere agli amici romani, scopre il piacere di narrare. Storie di donne, sentimenti, misteri, con il punto di vista peculiare di una newyorkese nata a Praga che si sente molto italiana. I primi libri li firma Camilla Crespi: Trinchieri è difficile da pronunciare. Per Il prezzo del silenzio usa il suo vero nome perché ci ha messo tutta se stessa. Camilla divide il suo tempo tra il Greenwich Village, dove abita e scrive, e Brooklyn, dove dipinge. Romanzi pubblicati in italia “Il prezzo del silenzio”, “Cercando Alice” editore Marcos y Marcos Milano.

Camilla Trinchieri insegna in Italia all’università di Firenze .

“Alice adesso abita qui

Due donne, eroine delle proprie storie: Susan, sposata e in attesa del primo figlio nel Massachussets, torna con la memoria al ’44, l’anno in cui fuggì dall’Italia fascista superando il confine svizzero, le mani intrecciate a quelle della madre e della sorella. La vita di Alice, invece, batte tra Praga e Roma sullo spegnersi del secondo conflitto e di un matrimonio che si frantuma nella menzogna. Camilla Trinchieri, già autrice de Il prezzo del silenzio, ha avuto una vita personale e famigliare movimentata e complessa, a cavallo di tre metropoli. Ha scritto Cercando Alice alla ricerca delle proprie radici, tastando e scavando per ritrovare una figura materna forte, ma allo stesso tempo assente. Un “mother book”, le piace definirlo così, che ha dovuto mettere su carta per liberarsene prima e riappropriarsene poi, portando a termine un affresco che affonda nel peronale, nella Storia e nell’immaginato.

Che cosa c’è di lei nelle protagoniste di Cercando Alice? E’ un romanzo psicologico, Cercando Alice,
Sono Susan nel desiderio di trovare una madre e di capire cosa le accadde negli anni brutali della Seconda guerra mondiale. Ma sono anche Claire, la bambina che nasce a Praga. Alice è la madre inventata, una madre che posso amare, che sbaglia forse, ma che non potrebbe fare di più. Credo non ci sia niente di Alice in me, anche se abbiamo in comune il disfacimento di un amore.

Un romanzo a due voci e a capitoli alternati che incentra l’attenzione sul potere di vita e di morte dell’amore. Un giallo a tinte rosa in cui le protagoniste lottano contro la guerra: quella interna alla loro famiglia e quella che negli anni quaranta travolse il mondo intero.

Il tema di Cercando Alice è quello del tradimento, una delle colpe più gravi: l’ultimo girone dell’inferno era la punizione equa per i traditori, secondo Dante. Quanti tradimenti nella vita di Alice, l’americana che si era innamorata a diciotto anni di Marco Alessandrini, conosciuto a una festa in America. Quante aspettative deluse. Il fatto che lui, per comodità di carriera, avesse aderito al fascismo. Che, a Praga nel 1941, non solo avesse un’amante, non solo fosse colpevole di silenzio per quanto accadeva intorno a loro, non solo le facesse splendidi regali che erano oggetti appartenuti a qualcuno che era stato vittima dei tedeschi, ma anche facesse suonare il loro figlio davanti a Heydrich. A Heydrich! Il governatore della Boemia e Moravia, der Henkel, il boia che sarebbe morto in seguito all’attentato del 1942 da parte dei patrioti cecoslovacchi. Persino che il marito le avesse sottratto il passaporto americano con cui le sarebbe stato possibile mettere in salvo i figli era una sorta di tradimento. O che la facesse spiare dalla moglie del console.

Tra Praga, Roma e infine Cernobbio, quando già l’Italia è allo sfascio e si è macchiata di tradimento verso l’alleato tedesco di un tempo, si svolge la vicenda di Alice che ad un certo punto è diventata Alinka, tradendo anche le sue origini, perché il suo nome suonava troppo americano, non gradito, scomodo al marito in tempo di guerra. La tradiscono anche i figli che lei adora – Andy, che smette di suonare il violino e segue il padre a Barcellona, e Susie che strappa i biglietti pagati a caro prezzo per il treno che avrebbe dovuto portarli in Svizzera, prima dell’8 settembre, prima che le frontiere fossero chiuse. E infine quell’ultimo tradimento, a due passi dalla libertà.

È un bel libro, Cercando Alice. I personaggi, sia quelli maggiori sia quelli minori, sia gli adulti sia i bambini, sono tutti belli. È bella la storia di famiglia tratteggiata sulla storia d’Italia e d’Europa durante la guerra. E alla fin fine Cercando Alice è una somma di ricerche: ricerca della madre e della verità, ricerca della propria identità, sia di Susie in quanto figlia sia di Alice che non sa più chi sia, all’ombra di un uomo affascinante e imperioso.

Info: tel. 0734/9047108

 
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