David Riondino inaugura Fossombrone Teatro Festival

lug 21, 2011 | di | Argomento: Teatro
 

David-RiondinoLorenzo Fiorelli, Presidente della Fondazione Monte di Pietà di Fossombrone, lancia la decima edizione del “Fossombrone Teatro Festival“, che si apre venerdì 22 luglio alle ore 21,30 nella tradizionale cornice di Piazza Mazzini di Fossombrone (PU) con un omaggio della Fondazione e di David Riondino accompagnato dall’immancabile Banda Musicale città di Fossombrone al poeta risorgimentale Luigi Mercantini nell’ambito delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia.

“Siamo dunque giunti alla decima edizione. Celebrare dieci anni del Fossombrone Teatro Festival significa innanzitutto aver raggiunto l’obiettivo che a suo tempo ci si era dato, ovvero rilanciare nella città la grande tradizione del teatro, richiamando un pubblico sempre più ampio, qualificato ed attento”.

Seguirà lo spettacolo di Riondino “Rossini e Riondino“: il fil rouge di questa edizione è senza dubbio rappresentato dalla musica, e, in questo senso, l’apertura di Riondino è occasione per una contaminazione artistica  a tutto tondo, grazie al coinvolgimento del Sestetto Stradivari, il clarinetto di Fabio Battistelli e il pianoforte di Francesco De Zan.

“Riondino è una delle anime del Fossombrone Teatro Festival – spiega Fiorelli – e la crescita del nostro evento coincide anche con le sue performance, con la sua voglia di sperimentare, di uscire dalle mode. Portare il teatro all’aperto, in una piazza, può sembrare un rischio:  si è rivelata, al contrario, un’ulteriore straordinaria esperienza professionale”.

“L’omaggio che viene fatto al 150° dell’Unità d’Italia – prosegue il Presidente – ci fa un enorme piacere: è doveroso, in quanto mai come ora credo sia importante unire le diverse anime della società e del territorio, viste anche le sfide che attendono il nostro Paese”.

Il secondo spettacolo è in programma venerdì 29 luglio: “La fantasia mi consola” con Rocco Papaleo. Anche in questo caso, ad affiancare l’attore lucano ci saranno tre musicisti: Francesco Accardo (chitarra), Arturo Valiante (pianoforte) e Jerry Accardo (cajon). Terza serata, sabato 30 luglio, con Michele Placido e “Concierto de alma: passioni, romanze e ricordi d’amore”, con la partecipazione di Alessandro Perpich (violino), Pierluigi Ruggiero (violoncello) e Gabriella Orlando (pianoforte).

Quarto ed ultimo spettacolo martedì 2 agosto: “Imaginaples. Napoli incontra il mondo”, con Ottavia Fusco ed Enzo Decaro e la complicità del pianoforte di Cinzia Gangarella.

Il decimo compleanno del Festival è anche un’occasione per guardare alla strada percorsa, attraverso una mostra fotografica allestita a Palazzo Cattabeni.  “Nell’elegante edificio rinascimentale sottolinea Fiorelli, ben si collocano gli scatti fotografici relativi alle edizioni passate che contribuiscono, come la musica, a creare un connubio di arti che abbracciano quella del teatro, cuore del nostro Festival”.

Lo spettacolo di apertura della decima edizione del Fossombrone Teatro Festival 2011 si intitola “Rossini e Riondino” di David Riondino. David Riondino, protagonista apprezzato e affezionato della rassegna, dedicherà il suo spettacolo a G. Rossini, leggendo racconti in chiave ironica relativi a episodi divertenti della vita dell’illustre personaggio marchigiano.

Inoltre Riondino, darà modo di scoprire anche un altro noto personaggio, G. Garibaldi, di cui conosciamo solitamente l’aspetto politico e militare, ma meno quello di poeta. Infatti, dopo che fu ferito all’Aspromonte, ebbe una lunga convalescenza che usò per scrivere un poema.

Si tratta di un poema autobiografico, il cui incipit è concepito a Caprera, racconta le proprie gesta, dalle guerre d’America a quelle d’Europa, in endecasillabi sciolti. A supportare la performance dell’artista toscano, contribuirà il sestetto stradivari, il clarinetto di Fabio Battistelli e il pianoforte di Francesco De Zan.

In occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’unità d’Italia, anche il Fossombrone Teatro Festival festeggia la ricorrenza: la prima parte della performance di Riondino, infatti, accompagnerà l’omaggio della Fondazione a Luigi Mercantini, poeta risorgimentale vissuto a lungo a Fossombrone. Questo ‘ricordo speciale’ si avvarrà anche dell’esibizione della Banda musicale della Città di Fossombrone.

In occasione del decimo anno, gli spettacoli torneranno a svolgersi nell’esedra di piazza Mazzini e come da tradizione l’ingresso è gratuito. In caso di pioggia gli spettacoli si terranno all’interno della chiesa di San Filippo.

Biografia di David Riondino

Nato in Toscana nel 1953, David Riondino è cantante, scrittore, drammaturgo, attore, regista e improvvisatore eccezionale. I suoi inizi lo vedono ben lontano dalla carriera di attore. Il suo primo lavoro, infatti, è come bibliotecario, posto che mantiene per almeno dieci anni. Attratto dalla musica, e soprattutto dalla produzione dei cantautori che andavano per la maggiore negli anni ’70, comincia a comporre alcune canzoni in proprio fino a pubblicare addirittura qualche disco, fra cui un album intitolato “Boulevard”.

Negli stessi anni incide “Tango dei Miracoli”, uscito solo in edicola con illustrazioni di Milo Manara e tre album per la CGD; nel 1989 escono i suoi “Racconti Picareschi”, in cui dà sfoggio delle sue abilità canore e recitative. Due anni dopo incide, per le edizioni musicali Rossodisera, il disco “Non svegliate l’amore”. Nel 1994 esce, edito da Sony, il disco “Temporale”, seguito l’anno successivo da “Quando vengono le ballerine”, per le edizioni musicali EMI. Fra i brani del suo repertorio sono almeno da citare “La canzone dei piedi” e “Ci ho un rapporto”.

Intanto, si fa strada prepotentemente anche la vocazione comica, che ha modo di sfruttare e mettere in pratica in uno dei locali più prestigiosi e densi di tradizione in questo campo: lo “Zelig” di Milano. Il suo debutto è del 1975, ossia appena ventiduenne. La sua ansia di ricerca lo porta a rifuggire da tutti i canoni e i cliché decodificati, sia per ciò che riguarda quello che comunemente viene ritenuto il lavoro del comico e dell’intrattenitore, sia per ciò che solitamente viene inteso con l’aggettivo “intellettuale”. Come artista sensibile e fuori dagli schemi, insomma, ha sempre rifiutato comode etichettature ma anche pericolosi atteggiamenti da guru.

Per quanto riguarda la sua carriera teatrale, la sua esperienza risale al 1989 quando, con Paolo Rossi, mette in scena “Chiamatemi Kowalski” e, successivamente, “La commedia da due lire”. Nel 1991 interpreta lo spettacolo “Paesaggi dopo la battaglia” e nel 1992 scrive e interpreta insieme a Bob Messini “Seminario sulla verità”. Nella stagione teatrale 93/94 è in scena, accanto a Sabina Guzzanti, Paolo Bessegato e Antonio Catania con “O patria mia”, diretto da Giuseppe Bertolucci.

Nel 1996 debutta lo spettacolo da lui interpretato e scritto “Solo con un piazzato bianco”, un incontro col pubblico assai informale, dove le ballate, i giochi musicali, i ritratti d’altri cantautori si alternano a monologhi, che girano intorno al tema di una canzone, che introducono una improvvisazione. Nel 1997 collabora con l’ensemble musicale “Suono e Oltre” nello spettacolo “Rombi e Milonghe” e dà inizio al proficuo sodalizio con Dario Vergassola in “I Cavalieri del Tornio”. “Recital per due”, che debutta al Teatro Parioli di Roma nell’aprile del 2001.

La carriera televisiva, invece, prende piede a partire dal 1988. Attraverso l’invenzione di personaggi stralunati e divertentissimi, a metà fra invenzione e autobiografia, colorisce con la sua presenza numerose trasmissioni, divenute in breve, come si usa dire, trasmissioni “cult”. Si tratta di invenzioni che raramente troveranno altri esempi capaci di stare al pari quanto invenzione e comicità come “Lupo Solitario”, “Fuori Orario”, “Va Pensiero”, “Aperto per ferie”, “L’Araba Fenice”. Il personaggio però che lo lancia davvero presso il grande pubblico è, come già ricordato, quello di Joao Mesquinho, il “cantautore brasiliano”, stranito ospite dell’istituzionale e convenzionale, sul piano del linguaggio, salotto di Costanzo.

David Riondino, ad ogni modo, è stato assai attivo anche in campo cinematografico, in parallelo con le esibizioni effettuate in televisione. Il suo primo film, “Kamikazen” lo vede protagonista con l’inseparabile Paolo Rossi, lo stesso compagno delle avventure teatrali. Poco dopo veste i panni di un conte settecentesco in “Cavalli si nasce” esordio cinematografico del disegnatore Sergio Staino. Nel 1991 è coprotagonista, accanto a Giulio Brogi ed Ivano Marescotti, del film “La Cattedra”, nato da un suo soggetto, per la regia di Michele Sordillo.

Nel 1996 esordisce come regista col film “Cuba Libre (Velocipedi ai Tropici)” che ha tra i suoi interpreti Sabina Guzzanti, Adolfo Margiotta e Antonio Catania. Nello stesso anno partecipa al film “Ilona arriva con la pioggia”. Nel 1995 partecipa a Sanremo in coppia con Sabina Guzzanti con la canzone “Troppo Sole”.

Nello stesso anno conduce con Daria Bignardi il programma “A tutto volume” su Italia 1, il programma di libri che ha fatto dell’alternanza di ritmi e di linguaggi, della fusione tra diversi piani di comunicazione (narrativo, visivo, musicale) uno dei suoi punti di forza. Ancora nella stagione 95/96 partecipa a “Giostra di fine anno” condotta da Renzo Arbore per Rai International e replicata su Raiuno. Nel 1997 presenta “Gradara Ludens”, accompagnato dai grandi nomi dello spettacolo e della cultura italiana come Umberto Eco, Roberto Benigni, Francesco Guccini, Alessandro Bergonzoni e Stefano Bartezzaghi.

Dal 1997 fino ad oggi è ospite frequente della trasmissione “Quelli che il Calcio”. Nel 1999 fa da spalla a Fabio Fazio nella trasmissione “Ultimo valzer”, in onda su Raidue. Nel 2000 è ospite di vari programmi tra cui “Per un pugno di libri” condotto da Patrizio Roversi e “De Gustibus”, entrambe in onda su Raitre.

Intervista a David Riondino

Lei ha definito l’intellettuale “una persona fisica, che comunica, che partecipa, che sa trasformare la sua esperienza in qualcosa che serva anche agli altri, che non trasforma il sapere in potere, che ha un’idea sentimentale del comunicare ed è alla ricerca di un nuovo linguaggio”. Quanto sono importanti eventi come il Fossombrone Teatro Festival per ridare lustro al ruolo dell’intellettuale ‘dal vivo’?

“È un’affermazione a cui tengo molto e che intendo ribadire. A volte si ha un’idea dell’intellettuale un po’ chiusa, quando invece è sua intenzione e interesse interagire e mostrarsi al proprio pubblico. Se vogliamo, anche Jimy Hendrix è un intellettuale: ascoltare Hendrix è come sentire un maestro di conservatorio che ha appreso molto bene certe tecniche, le ha reinventate rielaborandole, e la sua esibizione rappresenta anche e soprattutto il mostrare la sua tecnica chitarristica. Hendrix, Dylan, sono esempi di intellettuali come lo possono essere docenti universitari, in quanto la modalità culturale alla base è la stessa.”

David Riondino e il Fossombrone Teatro Festival: un sodalizio artistico che negli anni ha rafforzato il legame già stretto tra la città e il teatro. Come migliorare e ampliare il Fossombrone Teatro Festival nei prossimi anni, visto il decennale che cade proprio in questa edizione?

“Sì, ho partecipato a tutte le edizioni del Fossombrone Teatro Festival. Per me è stato sempre un’ottima esperienza, in quanto la sinergia che si innesca tra il pubblico, gli artisti e lo staff del festival è palpabile e contagiosa. A questo proposito invito il presidente Fiorelli e il Fossombrone Teatro Festival a continuare su questa strada, che ritengo quella giusta, anche a giudicare dal successo crescente in queste dieci edizioni.”

Quest’anno ricorrono i 150 anni dell’Unità d’Italia. Non a caso la prima parte del suo spettacolo verte proprio sulla ricorrenza. Il teatro quanto “unifica” e che ruolo svolge, soprattutto in questi difficili momenti che il nostro Paese sta affrontando?

“Il teatro è fondamentale per l’unità e per unificare in generale. La forma spettacolare del teatro, quindi la sua funzione di ‘rito’, è importantissima, soprattutto per quanto concerne l’aspetto dell’ascolto, della comprensione, e anche del ruolo del silenzio. Il teatro insegna ad ascoltare, a capire, a comprendere, a sapere anche soppesare ed apprezzare il silenzio. Tutte cose che i nostri tempi tendono a volte a valutare in maniera superficiale e secondaria.”

Riondino, Fossombrone Teatro Festival e le Marche: compaiono Mercanti e Rossini, personaggi importanti del e per il nostro territorio, che lei conosce bene. Come valuta il rapporto tra la cultura e le Marche, soprattutto per ciò che riguarda il teatro?

“Le Marche, e Fossombrone in particolare, le considero ancora zone ‘pure’ rispetto ad altri territori italiani. Nelle Marche il pubblico è trasversale, unisce giovani e anziani, mescolandoli e portandoli su di un piano unico. Una regione ‘disintossicata’ dalle categorizzazioni e dalla parcellizzazione che avviene da altre parti, mantenendo e preservando quella ‘verginità culturale’ che la contraddistingue e che ne fa uno dei suoi punti di forza.”

Per info: Tel. 0721/740377

 

 

 

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