Corpo stramato, ricordare la memoria a Macerata

CorpoStramatoMartedì 21 maggio, alle ore 21.30, alla Galleria Antichi Forni di Macerata, nell’ambito di Unifestival, va in scena Corpo stramato per la regia di Allì Caracciolo, lo spettacolo è realizzato dallo Sperimentale Teatro A, in collaborazione con altre eccellenze artistiche locali nel campo della ricerca e sperimentazione in vari settori della performance.

Presentato in anteprima in occasione della Giornata Internazionale della Memoria 2013, all’interno della rassegna Exaudita Corpora, Corpo stramato parla della Shoah attraverso sei racconti e sei linguaggi diversi: la voce, il canto, le luci, le immagini, il corpo e il suono.

Note di Regia di Allì Caracciolo

Ci si è chiesti: dopo Auschwitz quale mai parola l’arte potrà più proferire.
Paul Celan drammaticamente si domanda quale parola poetica possa esservi ancora, quale poesia possa mai sussistere, quale giustificazione ne può più legittimare la sopravvivenza. E se Heidegger pone a guardiani di quella dimora che “è la casa dell’essere” i pensatori e i poeti, non relegando la poesia nel silenzio dell’indicibile, tuttavia la testimonianza di verità da parte di essa può avvenire solo attraverso l’assenza. Che non è astensione, ma rinuncia al “potere teologico della parola” (Derrida), demitizzata coscienza di sé, rigorosa necessità, presenza altra.

Più che in altri tempi nel tragico secolo che è stato il 900, la memoria ha acquisito il male della evanescenza, del disciogliersi dalla materia come un filo stessuto, del dissolversi nell’etere come fioco alito esalato.
Forse la risposta a quesiti così drammaticamente ardui, risiede nella necessità di ancorare la memoria alla storia, di costruire anche per essa una dimora permanente che stabilizzi le sue fondamenta nella improrogabilità della non-ripetizione dell’orrore. È in tale ineludibile obbligo allora che può ricercarsi non solo la legittimazione della parola e della parola poetica dopo Auschwitz, ma anche le modalità del suo stesso essere ed esprimersi, il suo nuovo, diverso, statuto.

Anche il documento, da tale punto di vista, non si mostra soltanto come forza etica di testimonianza: la sua potenza fatica è potenza poetica, poiché POESIA, dopo Auschwitz, non può che essere dizione della catastrofe, anche quando non la nominasse mai, e, pur se si flettesse a declinare amore o speranza o bellezza, in tali nomi dichiarerebbe l’estrema soglia del linguaggio, l’orizzonte del silenzio, la necessità morale del frammento, la potente testimonianza dell’assenza, che è costituzione in essere proprio in quanto tale.

Corpo stramato vuole proprio ciò, che nel documento, nella sua nuda verità, si pervenga a scoprire la tremenda, alta, forza poetica della trasmissione che è più potente del male assoluto.

La marionetta e la sua distruzione: antefatto poetico, quasi una parabola narrata nella grazia della danza e del corpo che possiede se stesso, costretto senza soluzione di continuità a oltrepassare la sorta di quarta parete costituita dal filo spinato, per essere stramato, smembrato cioè da se stesso e repertato con gli altri spezzoni di uomo suppellettili oggetti altro…
I frammenti del canto: quando le corde vocali non possono più cantare, emettere suoni legati, formulare un fraseggio, seguire una linea melodica, un filo logico perché nemmeno la logica più remota o inusitata o inimmaginabile sussiste.
Il corpo danzante: la parola urlata.
Il Buio: la storia il celamento l’annullamento della luce l’abisso la catastrofe.
Lo spazio: l’architettura della catastrofe.

A rappresentare il dramma dell’olocausto. con la regia di Allì Caracciolo, con la voce saranno Maria Novella Gobbi, Fabio Bacaloni e Stella Righetti, con il canto Gastone Pietrucci, con le luci Angelo Cioci, con le immagine frutto di un lavoro di ricerca documentale, Maria Novella Gobbi con Giorgio Sposetti, con i corpi attraverso le marionette di Marianna de Leoni, Michela Paoloni e Fabio Bacaloni mentre con il suono saranno Marco Gigli alla chitarra e Claudio Rovagna (suoni elettronici). Alla segreteria organizzativa Genny Ceresani e Angelica Bellabarba.

Ingresso libero

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