Rassegna Internazionale d’Arte – Premio G.B. Salvi 2016 – Sassoferrato

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Rassegna Arte Salvi SassoferratoApre i battenti la 66ª edizione della Rassegna Internazionale d’Arte – Premio “G.B. Salvi”. La cerimonia inaugurale del prestigioso evento dedicato alle arti visive che, come da tradizione, ospita le opere di grandi maestri, di autori di consolidata esperienza e di giovani talenti emergenti, sia italiani che stranieri, si terrà sabato 1° ottobre, alle ore 17,00, in piazza Gramsci a Sassoferrato (AN).

La nuova edizione della Rassegna Internazionale d’Arte – Premio “G.B. Salvi”, curata dagli storici dell’arte Nunzio Giustozzi e Daniela Simoni, denominata “Materia e Segno – La profondità della leggerezza”, presenta valori artistici di rilievo.

Quattro le sedi (Palazzo degli Scalzi, Palazzo della Pretura, Chiesa di San Giuseppe e Chiesa di San Michele Arcangelo) su cui si sviluppa l’evento artistico che presenta in mostra ben 223 opere firmate da 46 artisti.

Dedicata al compianto Padre Stefano Troiani, scomparso lo scorso 19 marzo, per oltre trent’anni direttore e “anima carismatica” della Rassegna, la manifestazione è caratterizzata da cinque momenti espositivi: “Grandi scultori del ‘900: Pericle Fazzini ed Edgardo Mannucci”; la personale dell’artista omaggiato, lo scultore ascolano Giuliano Giuliani; “Grafismi”, mostra dedicata al fotografo Eriberto Guidi; “Tendenze del contemporaneo”, che presenta nove eccellenti autori (Ezio Bartocci, Vivianne Bou Kheir, Sauro Cecchi, Monica Ferrando, Pino Guzzonato, Raimondo Rossi, Luis Serrano, Marilena Sutera, Luigi Toccacieli); “Artisti in concorso” (trenta i partecipanti, tra cui undici provenienti dalle Accademie nazionali di belle arti, che concorrono all’assegnazione dei tre premi acquisto). Quest’ultimo momento espositivo comprende anche la sezione “Artisti fuori concorso”, ovvero i tre autori (Paride Bucco, Alessandro Lacchè e Filippo Venturi) risultati vincitori nell’edizione 2015 del “FacePhotoNews”, il festival nazionale della fotografia contemporanea che si tiene annualmente a Sassoferrato.

Pericle Fazzini ed Edgardo Mannucci sono indiscutibilmente due punte di diamante della scultura del Novecento e il loro percorso artistico si snoda tra le Marche e Roma dove si sono conosciuti negli anni Trenta: la loro amicizia durerà tutta la vita tanto che pare sia stato Mannucci a suggerire a Fazzini di usare la resistenza elettrica per tagliare il polistirolo nel bozzetto della Resurrezione per la Sala Nervi.
Questa mostra propone un dialogo tra le opere dei due Maestri, aspetto finora poco indagato dalla critica. Attraverso l’allestimento di tanti capolavori generosamente concessi in prestito da Barbara Fazzini ed Emanuele Buzzanca, eredi di Pericle Fazzini e da Barbara D’Incecco, nipote di Edgardo Mannucci, è stato possibile ricreare nelle sale di palazzo degli Scalzi l’atmosfera suggestiva degli atelier degli artisti, a circa trent’anni dalla loro scomparsa.

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PERICLE FAZZINI LO SCULTORE DEL VENTO

Pericle FazziniPericle Fazzini (Grottammare 1913 – Roma, 1987), uno dei più grandi scultori del Novecento, ha saputo rinnovare il linguaggio plastico rimanendo legato alla sfera figurativa. Formatosi nella bottega di falegname del padre, con l’aiuto del poeta Mario Rivosecchi nel 1930 si trasferisce a Roma, dove studia alla Scuola libera del nudo. Tra le sue frequentazioni romane Ziveri e Ungaretti. Nel 1934 espone a Parigi il Ritratto di Anita che viene acquistato dal Museo Jeu de Paume. Nel 1935 partecipa alla II Quadriennale di Roma ottenendo un premio per gli altorilievi Danza e Tempesta. Nel 1938 apre un suo studio a Via Margutta, dove resterà per tutta la vita; aderisce al movimento di Corrente. Dopo la guerra nel 1943 scolpisce il Ragazzo con i gabbiani e Il fucilato.
Nel 1947 vince il Premio Torino con l’opera Anita in piedi e partecipa alla mostra del Fronte Nuovo per le Arti, con Emilio Vedova, Renato Guttuso. Nel 1949 vince il Premio Saint Vincent con l’opera Sibilla, qui esposta. Nel 1952 espone a New York; torna alla Biennale di Venezia nel 1954, vincendo il primo premio per la scultura. Nel 1955 inizia ad insegnare all’Accademia di Firenze, mentre dal 1958 fino al 1980 insegna all’Accademia di Belle Arti di Roma. Lontano dai movimenti ha svolto un percorso artistico solitario ed originale, rinnovandosi pur rimanendo sempre se stesso. Si è mosso tra realtà e spiritualità caratterizzando le sue figure con un afflato verticalistico, rendendo i sentimenti e l’atmosfera, raggiungendo una sintesi tale da rendere l’anima della scultura stessa. Mantenne un rapporto profondo con la natura, percependone e infondendo nelle opere le energie, le forze generatrici attraverso il reticolo dei segni, le forme tenacemente scavate, le ombre cercate che conferiscono quella vibrazione alle superfici tale da farlo definire la Ungaretti “Lo scultore del vento”.
In mostra alcuni capolavori come il Ritratto di Anita n. 2 (1933), Giovane che declama (1937-38), Sibilla (1947) e il prezioso bozzetto per la grandiosa Resurrezione nella Sala Nervi in Vaticano (1970-75).

Daniela Simoni

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“Materia e segno”, titolo della rassegna di quest’anno, sono protagonisti anche della fotografia di Eriberto Guidi (Fermo, 1930 – 2016) recentemente scomparso, a cui è dedicata la mostra Grafismi.

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ERIBERTO GUIDI: GRAFISMI

Eriberto GuidiEriberto Guidi, si è avvicinato alla fotografia negli anni ’50 formandosi nel contesto dei due poli importanti della ricerca fotografica marchigiana, quello di Luigi Crocenzi a Fermo e quello di Giuseppe Cavalli, Ferroni, Giacomelli a Senigallia. Il suo percorso ha avuto inizio in ambito neorealista con il racconto fotografico, privilegiando l’immagine come vera e propria scrittura.
Guidi è un altro artista marchigiano per il quale il luogo è al centro dell’ispirazione: è infatti il paesaggio, il tema dominante nella sua lunga carriera, i filari di viti e l’ariosità delle spighe nelle grafiche composizioni dei “Campi quadrati” improntate ad un principio ordinatore di matrice classica, la vertigine visiva di una natura rude, selvaggia, misteriosa, sublime espressione dell’”Orrida bellezza” di Salvator Rosa colta nella campagna toscana intorno Volterra, attraverso il contrasto tra timbri scurissimi e zone chiare, luminose, le “Terre bruciate” pugliesi in cui le geometrie dei campi approdano ad esiti espressionisti, fino ai sapienti tagli luminosi della serie “Ubbidiamo alla terra” ispirata ai versi di Franco Matacotta, in cui il mistero della natura, la riflessione sul senso della vita infondono alle immagini un intenso lirismo. La fotografia di Guidi lascia trasparire la passione dell’autore per la musica, per la pittura e per la poesia.
Degli ultimi anni è l’esplosione del colore attraverso la sperimentazione di tecniche nuove nelle serie di ispirazione liciniana “Il cielo dentro la terra”.
Tra i tanti riconoscimenti c’è la pubblicazione di una serie di quattro paesaggi sulla rivista “Life” nel 1970, esposti in mostra. Numerose le sue personali in Italia e all’estero (Copenaghen, Parigi, Bordeaux, Bruxelles, Mosca, New York).

Daniela Simoni

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A Giuliano Giuliani è dedicato l’omaggio della Rassegna Internazionale d’Arte – Premio “G.B. Salvi” 2016 . Presso la Chiesa di San Michele Arcangelo di Sassoferrato sarà possibile visitare La profondità della leggerezza, omaggio a Giuliano Giuliani.

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Giuliano GiulianiGiuliano Giuliani nato ad Ascoli Piceno nel 1954, conduce la sua poetica, ardita, inesorabile sfida con la materia nel silenzio della sua casa studio tra i boschi di Colle San Marco, accanto all’anfiteatro della dismessa cava paterna di travertino, materiale di elezione della sua città.
La creazione artistica è per Giuliani anche scavo interiore e si traduce in forme ancestrali e superfici lievi che sembrano vibrare nello spazio come se lo scultore levigando e sublimando la materia ne cogliesse l’essenza, l’anima. La profondità della leggerezza propria delle sottili superfici di candido travertino lacerate, ondulate, avvolte dialoga in questa mostra con la pietra scabra, austera della chiesa romanica di San Michele Arcangelo, riaperta al pubblico per l’occasione.
Giuliani nel suo lungo e intenso percorso artistico ha partecipato a numerose rassegne come la Biennale di Venezia, il Premio Marche, il Premio Michetti e la Biennale d’Arte Sacra di San Gabriele. Molte sono state anche le mostre personali in diverse città italiane; le sue sculture oltre che in numerose raccolte private, sono presenti nelle collezioni dei Musei Vaticani, e in altri prestigiosi musei.

Daniela Simoni

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L’evento artistico sarà impreziosito anche quest’anno da un corposo catalogo che ne riassume tutti i contenuti (dalle immagini delle opere esposte, ai testi critici, alle biografie degli artisti presenti), che verrà presentato sabato 22 ottobre in occasione della cerimonia di premiazione degli artisti in concorso.

La Rassegna Internazionale d’Arte – Premio “G.B. Salvi” sarà aperta al pubblico fino al 13 novembre nei giorni di giovedì e venerdì dalle ore 17,00 alle 19,00, il sabato, la domenica e i festivi dalle ore 16,00 alle 19,00.

La Rassegna Internazionale d’Arte – Premio “G.B. Salvi” è organizzata dal Comune di Sassoferrato con la collaborazione di Regione Marche, Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, Fondazione Carifac e Fiaf.

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