La Ferrovia Porto San Giorgio-Fermo-Amandola su Geo & Geo

Geo & Geo, la trasmissione di RAI tre condotta da Sveva Sagramola ed Emanuele Biggi, ospita la Cooperazione per la Mobilità Dolce con sede alla Stazione Museo Ferroviario Spoleto – Norcia e un hub a Fermo, che sta lavorando al progetto di unione di due Greenways di quasi 200 Km, dalle spiagge dell’Adriatico al cuore dell’Appennino umbro, unendo la ex ferrovia Spoleto-Norcia alla Porto San Giorgio – Fermo – Amandola.

Venerdì 6 aprile, a partire dalle ore 16:00, andrà in onda una puntata dedicata a questo grande corridoio ecologico che mira a riconnettere territori dal punto di vista ambientale, sociale, culturale, con benefici per l’economia, fortemente ridotta a causa del post terremoto.

Per i Cammini del venerdì, con Geo & Geo andremo a conoscere una “via verde”, ovvero una ex ferrovia: la meravigliosa Spoleto – Norcia, una linea ferroviaria dal grande valore ingegneristico che rappresentò per decenni anche il mezzo più rapido, confortevole e sicuro per muoversi tra Spoleto, la Valnerina e Norcia, collegate in appena due ore. Oggi è stata recuperata per la mobilità dolce, riuscendo a portare nuova energia ed economia al territorio della Valnerina, in sofferenza per il post-terremoto.

Saranno ospiti di Geo & Geo Paolo Capocci, responsabile per la valorizzazione della Spoleto-Norcia e Luigi Cantamessa, Direttore della Fondazione Ferrovie di Stato.

E c’è chi sta alacremente lavorando per prolungare questa “via verde”: spiegheranno come e dove Simona Pagliari, architetto e membro del Comitato scientifico Co.Mo.do (Comitato per la Mobilità Dolce) ed il fermano Elvezio Serena, professore di fisica e Socio Fondatore Co.Mo.Do. E nella deliziosa stazione dismessa di Sant’Anatolia di Narco (Perugia) sorgerà a breve il punto di ristoro di Paola Bazzoli, che nel frattempo oggi prepararerà due ricette che valorizzino le eccellenze del territorio.

Simona Pagliari, Architetto e responsabile del Comitato Scientifico di Co.Mo.Do., cooperazione che dal 2006 raggruppa l’associazionismo outdoor ecompatibile a piedi, in bici, a cavallo e in altre forme di mobilità dolce (treno, canoa, barca a vela) di tutte le regioni italiane e, ideatrice della ormai famosa “Giornata delle ferrovie dimenticate”, ed Elvezio Serena, fondatore di Co.Mo.Do nel 2006 e già Presidente della sezione Fermana di Italia Nostra per 20 anni, racconteranno storia, caratteristiche e prospettive di rivitalizzazione della linea ferrata fermana, aperta nel 1908 con trazione a vapore, elettrificata nel 1928, chiusa e subito smantellata nel 1956. Mostre, Convegni, conferenze, spettacoli, studi di fattibilità, tesi di Laurea: Italia Nostra, dal 1996, si occupa della ferrovia progettata dall’ingegner Ernesto Besenzanica (Milano 1864-1940), valente tecnico che fondò la Società per le Ferrovie Adriatico-Appennino (F.A.A.): a lui è dedicata una via a Milano, una statua a Roma Flaminio e una Scalinata (quella della Serata in Stazione) a Fermo.

Un appuntamento di grande significato, dunque, che riporterà all’attenzione nazionale l’importanza e la necessità di tutela, valorizzazione, recupero e riuso di una infrastruttura che conserva ancora pregevoli opere d’arte: stazioni (alcune delle quali recuperate come Monturano-Rapagnano, Montegiorgio, Servigliano, S. Vittoria in M. e Smerillo), caselli, viadotti, ponti, gallerie inserite in un contesto paesaggistico di notevole valore, pronte ad ospitare ciclisti, pedoni, bambini, anziani, studenti, persone con disabilità, gruppi italiani e stranieri.

Una grande opportunità per un vero sviluppo di tutti i 40 comuni della Provincia di Fermo e dell’intera Regione Marche: un itinerario dal mare ai monti azzurri leopardiani che comprende valenze ambientali, culturali, sportive ed enogastronomiche: il Porto turistico di Porto S. Giorgio, Tipicità (Made in Marche festival), l’Ippodromo S. Paolo di Montegiorgio, la Necropoli Picena di Belmonte, la Casa della Memoria di Servigliano (Uno dei Borghi più belli d’Italia), le Rievocazioni storiche, I Farfensi a S. Vittoria in Matenano, l’Abbazia di S. Ruffino e il Santuario della Madonna dell’Ambro, I pittori veneti Carlo e Vittore Crivelli, il lago di S. Ruffino, i Mulini ad acqua della Valle del Tenna, l’artigianato artistico.

Un progetto nato qualche anno fa, ancora prima del terremoto del 2016, con Paolo Capocci responsabile del recupero della Spoleto-Norcia per la Umbria Mobilità spa e Segretario Generale di Co.Mo.Do. che oggi assume ancora più valore per riportare speranza, turismo sostenibile e lavoro nell’Appennino centrale. Una spina dorsale per collegare l’auspicata Area marina protetta dell’Adriatico centrale, il Parco culturale/archeologia industriale di Fermo e dello storico Istituto Tecnico Tecnologico “Montani”, il Parco Archeologico di Falerone e il Parco nazionale dei Monti Sibillini. Due le regioni interessate, Marche e Umbria, quattro le Province coinvolte: Fermo, Macerata, Ascoli Piceno e Perugia.

Già nel settembre 2009 la RAI si interessò della linea, lunga 57 km, con un’intervista radiofonica di Gianluca Gafforio – GR2 a Elvezio Serena, in occasione dell’iniziativa “Tre giorni a piedi sulle tracce della vecchia ferrovia, da Amandola a Porto S. Giorgio”.

Per il “Mese della mobilità dolce 2018” ideato da Co.Mo.Do., con domeniche dedicate alle ferrovie dimenticate fino al 30 maggio,  domenica 8 aprile, partendo dalla Piazza del Popolo di Fermo (Capolinea del “Tronchetto” – Stazione di Fermo S. Lucia – Stazione di Monturano/Rapagnano), Italia Nostra Onlus, sezione del Fermano propone un affascinante e agevole cammino, di circa 8 Km, lungo la Vecchia Ferrovia, alla scoperta di un tragitto che dal mare conduceva ai Monti Sibillini: capolinea Tronchetto – Galleria Vinci – La Torretta “Carducci” – La stazione di Fermo S.ta Lucia e la monumentale Scalinata Besenzanica; fuori città il percorso si snoda in aperta campagna fino ad arrivare alla stazione di Monturano-Rapagnano. Luogo di ritrovo: Largo Temistocle Calzecchi Onesti, Fermo alle ore 9.00. In caso di maltempo, la passeggiata sarà effettuata la domenica successiva.

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