Antonii Baryshevskyi ad Ancona suona le ultime tre sonate di Beethoven

Giovedì 4 ottobre (ore 21) al Teatro Sperimentale di Ancona, nel concerto inaugurale della stagione concertistica della Società Amici della Musica il giovane pianista ucraino Antonii Baryshevskyi, pluripremiato nei massimi concorsi internazionali, si misura con le radicali invenzioni delle ultime tre Sonate di Ludwig van Beethoven.

Sonata per pianoforte n. 30 in mi maggiore op. 109

Genesi. Beethoven scrive, quasi contemporaneamente, le sue ultime tre Sonate per pianoforte tra il 1819 e il 1822, periodo durante il quale il compositore lavora anche alla Nona Sinfonia e alla Missa Solemnis. La Sonata in mi maggiore op. 109 nasce nel 1819, revisionata nel 1820 e pubblicata da Schlesinger nel novembre del 1821. La dedica è a Maximiliane, la giovane figlia di Franz Brentano, l’amico che in tante occasioni aveva aiutato il musicista ad affrontare disagi economici.
Struttura. Il primo movimento, Vivace ma non troppo, si apre con un tema veloce che subito si trasforma in un Adagio che, sotto la superficie serena, nasconde ombre oscure di sentimenti contrastanti. È qui che fa il suo ingresso il secondo tema, del tutto separato dal primo, quasi un corpo a sé stante sia nel ritmo che nel contenuto.
Il secondo movimento, Prestissimo, propone due idee tematiche, la prima assertiva e decisa, la seconda più sommessa all’inizio, ma tensiva ed energica man mano che progredisce. Lo sviluppo è breve e sfocia in una coda altrettanto concisa.
Il finale è molto più esteso di entrambi i movimenti precedenti, basato su uno schema tema-varianti, il cui tema principale, segnato Andante molto cantabile ed espressivo, è tranquillo eppure malinconico. Da alcune delle sei variazioni ne nascono altre, moltiplicando la sonorità del tema principale, che, però, nella conclusione, si rasserena, suggerendo una sorta di pacificazione dei conflitti.
Ricezione. «Più nulla resta di quegli esordi fulminei che in poche note tracciavano a chiare linee il gioco di forze dell’intera sonata – scrive Giorgio Pestelli -. Le prime battute dell’op. 109 suonano come una improvvisazione, e fra un decennio da tanta discrezione non mancheranno di nascere i fiori miracolosi dei pezzi brevi di Chopin e Schubert».
Annus mirabilis. Nel 1820 Lazarev avvista per la prima volta l’Antartide, la statua della Venere di Milo viene scoperta nell’omonima isola greca da un contadino, Hans Christian Ørsted scopre la relazione tra elettricità e magnetismo, viene varata la nave HMS Beagle che più tardi condurrà Charles Darwin nel suo viaggio scientifico, è arrestato Silvio Pellico, nascono Anne Brontë e Florence Nightingale, muoiono i generali Lefebvre e Dufour.

Sonata per pianoforte n. 31 in la bemolle maggiore op. 110

Genesi. Completata nel 1821, questa Sonata viene pubblicata da Schlesinger nell’agosto dell’anno successivo. Il manoscritto porta la data del 25 dicembre 1822 che, in alcuni commentari, viene modificata in “Natale 1822”. La partitura non reca alcuna dedica, nonostante il compositore, in una lettera all’editore del 1° maggio 1822, abbia scritto: «Quanto alla seconda Sonata in la bemolle, ho stabilito di dedicarla a qualcuno e presto le farò avere i particolari in proposito».
Struttura. Il Moderato cantabile, molto espressivo iniziale poggia su un’idea dolce e lenta dal carattere spirituale. Un’apertura che contiene i semi del ricco materiale tematico e armonico di questo movimento. La seconda metà del primo tema è mutuata dal movimento Largo della Sinfonia n. 88 in sol maggiore di Haydn. Il secondo tema è vivace, ma nello sviluppo si intromette una tensione che offusca a tratti la serenità, anche se l’atmosfera resta tranquilla.
Breve il secondo movimento, Allegro molto, dal carattere gioviale che però a tratti viene messo in dubbio da improvvisi ritardanti.
Le poche battute dell’Adagio ma non troppo seguente fanno da introduzione a un Arioso dolente (Klagender Gesang): personalissimo, quasi un canto del cuore, un sussurro di ricerca di pace. Subito una Fuga illumina l’atmosfera, l’affanno è vinto, il tormento spazzato via.
Ricezione. «La cantabilità paga di sé, non complementare ad alcunché, si contempla soprattutto nell’op. 110, con melodie librate alla mano destra su un dimesso accompagnamento della sinistra, con recitativi e ariosi di immacolate virtù cantanti», ancora Pestelli.
Annus mirabilis. Nel 1821 l’esploratore Fabian Gottlieb von Bellinghausen scopre l’Isola Pietro I, prima terra emersa avvistata nel Circolo Polare Antartico, la Spagna riconosce l’indipendenza del Messico, Alessandro Manzoni scrive l’ode Marzo 1821 e Il cinque maggio, Muzio Clementi compone Didone abbandonata – Sonata per pianoforte op. 50 n. 3, prima esecuzione del Konzertstück op. 70 e di Der Freischütz di Carl Maria von Weber, e di Samuele di Simon Mayr, nascono Auguste Mariette, Charles Baudelaire, Louis Vuitton, Anita Garibaldi, Nino Bixio, Fëdor Dostoevskij, Gustave Flaubert, muoiono Carlo Vanvitelli, Carlo Porta, John Keats, Napoleone Bonaparte.

Sonata per pianoforte n. 32 in do minore op. 111

Genesi. Ultima del catalogo di Beethoven, la Sonata n. 32 in do minore op. 111 viene completata nel gennaio del 1822 e pubblicata sempre da Schlesinger a Berlino nel 1823. In un primo momento dedicata a Antonia Brentano, madre di Maximiliane, diventa invece un omaggio all’arciduca Rodolfo, allievo e protettore di Beethoven.
Struttura. In due movimenti, la Sonata inizia con un Maestoso, una sorta di tenebrosa introduzione fatta di accordi profondi seguiti da trilli che rendono l’atmosfera incerta e titubante. Al centro del movimento, segnato Allegro con brio ed appassionato, note basse introducono un tema principale, ancora dubbioso, che, rallentando, propone una seconda idea motivica. La narrazione si ripete, modificata, fino allo sviluppo, dove sorprende una smagliante scrittura contrappuntistica. Il tema si trasforma ancora una volta, e, senza una ripresa vera e propria, conclude il movimento.
L’Adagio molto semplice e cantabile che segue si apre con un’Arietta che costituisce il vero centro dell’intera composizione. Un tema con variazioni di rara perfezione e simmetria. Le prime tre variazioni ravvivano il tema principale, suddividendolo in un ritmo incalzante, forzando il clima di tensione. Spasimo, inquietudine, sforzo che defluiscono nella quarta variazione. Qui il tema si amplia e si sfalda, per poi ricomporsi nell’ultima variazione, dove ricompare in tutta la sua purezza, ammantato di un limpido trillo di undici battute.
Ricezione. «L’op. 111 si apre in verità con una aggressività inusitata e quasi rissosa, ma non c’è più traccia della fatale continuità metrica della Quinta Sinfonia: qui le fratture ritmiche sono continue, aperte all’abbandonata libertà del rubato e a colorature estemporanee di commovente soavità». (Pestelli)
Annus mirabilis. Nel 1822 Manzoni scrive gli Inni sacri, Leopardi l’Ultimo canto di Saffo, la chiesa cattolica toglie i Dialoghi di Galileo dall’indice dei libri proibiti, Young e Champollion decifrano i geroglifici grazie alla Stele di Rosetta, la pena di morte di Maroncelli e Pellico è commutata in carcere duro, nasce Henri Murger, autore delle Scene della vita di Bohème cui Puccini si ispira per La bohème, muore E.A.T. Hoffmann.

ANTONII BARYSHEVSKYI
Antonii Baryshevskyi ad Ancona suona le ultime tre sonate di BeethovenNato a Kiev nel 1988, ha iniziato a suonare il pianoforte all’età di sei anni. A soli sedici anni ha ricevuto nel suo paese il premio “A Man of the Year 2005″.
Ha vinto importanti concorsi internazionali, tra i quali il Primo Premio al Concorso Internazionale “Arthur Rubinstein” di Tel Aviv nel 2014, il Secondo Premio, il Premio del Pubblico e il Premio della Critica al Concorso Internazionale “Ferruccio Busoni” di Bolzano nel 2011, il Primo Premio al Concorso Internazionale “Premio Jaén” nel 2009, il Secondo Premio al Concorso Internazionale “In Memory of Vladimir Horowitz” di Kiev nel 2005, il Primo Premio al “Prix du piano Interlaken classic” di Berna 2014 e numerosi altri.
Nel 2014 è stato invitato da Martha Argerich a esibirsi in recital al Festival “Progetto Martha Argerich” di Lugano. Si è esibito alla Wigmore Hall di Londra, al Gasteig Munich, al Piano Festival della Ruhr, all’International Chopin Piano Festival di Duszniki-Zdroj in Polonia, alla Salle Cortot di Parigi e in numerose altre prestigiose sale da concerto. Ha suonato in Europa e negli Stati Uniti in recital e con importanti orchestre. Ha inciso per numerose emittenti televisive e radiofoniche in Italia, Danimarca, Spagna, Ucraina, Serbia.
Il suo primo CD Naxos è del 2010 e contiene musiche di Scarlatti, Ravel, Debussy, Rachmaninov, Stravinsky, Mateos. Del 2015 l’uscita di un nuovo CD per l’etichetta tedesca Cavi-music con i Quadri di un’esposizione di Mussorgsky e opere varie di Alexander Scriabin. Di recente uscita, sempre per Cavi-music, l’integrale delle Sei Sonate di Galina Ulstvoskaya, realizzata alla Funkhaus di Berlino.
Poi per Carus un cd monografico dedicato a Lili Boulanger e per l’etichetta tedesca Klanglogo il Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra op. 35 di Dmitri Shostakovich con l’Orchestra di Stato del Brandeburgo di Francoforte diretta da Howard Griffiths.

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