Amandola: conferenza sulla “Sacralità dell’Acqua nella cultura occidentale”

Domenica 25 Novembre, alle ore 18, presso l’Auditorium “Vittorio Virgili” di Amandola (FM), per tutti gli appassionati di storia dell’architettura, arte, miti e divinità, il Professor Enrico Giannini per la Delegazione FAI di Fermo, racconterà di come fiorirono le civiltà intorno al culto e alla sacralità dell’acqua.

Sacralità dell'AcquaIl percorso per immagini prende le mosse dalla costatazione che dall’acqua deriva ogni forma di vita; una sorgente, con il continuo fluire e rigenerarsi, evoca un valore sacrale. Nelle civiltà arcaiche viene associata alla fecondità femminile e al culto delle divinità: Cibele, Cupra e Venere. Presso gli antichi greci, il luogo sacro principale può considerarsi il santuario di Apollo presso Delfi, al centro della penisola ellenica. Qui viene venerato il dio della conoscenza e della predizione che si rivela agli uomini attraverso le sacerdotesse dette Sibille che rivelano il futuro. I pellegrini, prima di entrare nel sacro recinto del tempio, si purificano bevendo l’acqua di una vicina fonte.

Nell’Ebraismo, Mosè, figura eminente di legislatore, significa “salvato dalle acque“, inoltre egli attraversa il mar Rosso per liberare il suo popolo dalla schiavitù.

Nel Cristianesimo, con l’acqua del battesimo, si cancella il peccato originale e si entra a far parte della comunità dei credenti. San Giovanni Battista simbolizza questo rito di purificazione dal peccato originale. Il più antico santuario medievale è San Michele arcangelo al Gargano, edificato dai Longobardi. Il sacro edificio ingloba una grotta dalla quale stilla un’acqua ritenuta miracolosa.

Venendo all’area dei Sibillini, nel territorio di Santa Vittoria in Matenano, con il passaggio delle reliquie martire, nel lontano 890, dal terreno fuoriesce un’acqua che aiuta le giovani mamme ad avere il latte materno per nutrire i propri figli. La sorgente viene denominata: Fonte del Latte, oggi in stato di abbandono.

Infine, all’Abbazia di San Ruffino alcuni studiosi hanno ipotizzato un culto pre-cristiano presso la cosiddetta “Grotta” utilizzando le vicine acque sulfuree conosciute dai romani come disinfettante della pelle.

Dunque un affascinante itinerario nel passato che permette di riscoprire antiche radici religiose, antropologiche e culturali.

Enrico Giannini

Enrico Giannini

Nato 61 anni fa a Montefortino e qui residente ancora oggi, ha studiato al Liceo artistico di Porto San Giorgio, poi si è diplomato all’Accademia delle Belle Arti di Macerata. Enrico Giannini di professione è insegnante e scrittore di saggi sull’arte e la storia. Il Museo di Montemonaco ospita quaranta tavole dipinte dal Prof Giannini. Ha curato inoltre le illustrazioni di un’edizione del Guerin Meschino, ed ha dipinto 36 tavole prendendo spunto dai Canti leopardiani. Ha realizzato una guida ai Beni culturali della Regione Marche.

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