Umberto Galimberti a Porto Recanati per Parlare Futuro

Giovedì 3 gennaio, alle ore 21.15, al Cinema Kursaal di Porto Recanati torna la rassegna Parlare Futuro che ospita il filosofo Umberto Galimberti. L’appuntamento si aprirà con l’intervento di Guido Garufi che presenterà la sua ultima raccolta poetica titolata “Fratelli“.

Guido Garufi è stato allievo prediletto di Mario Luzi e Vittorio Sereni ed ha conosciuto e frequentato il grande Eugenio Montale. Ha al suo attivo numerose raccolte poetiche ed è presente in alcune fra le più autorevoli antologie italiane ed estere. E’ stato tradotto in diversi paesi europei ed è anch’egli traduttore, saggista, giornalista, politico. Una delle voci intellettuali più originali dell’intero panorama nazionale.

L’altro ospite dell’incontro sarà Umberto Galimberti, nato a Monza nel 1942 ed è uno dei più noti filosofi, sociologi e psicoanalisti italiani. Laureatosi alla Cattolica di Milano con una tesi su di lui, diventa poi amico e traduttore dello psichiatra e filosofo Karl Jaspers. La sua curiosità e la sua strenua volontà di fare ricerca scientifica all’interno delle mille sfaccettature della filosofia e della psiche umana, gli donano una fama che lo precede e che arriva in breve tempo a procurargli il ruolo di professore, prima di Antropologia Culturale, poi di Filosofia della Storia e di Filosofia Morale alla Ca’ Foscari di Venezia, per la quale ha insegnato dal 1972 ad oggi.

Indagatore del pensiero, diventa poi, dopo un percorso di psicanalisi privata presso il CISA di Milano, indagatore dei nessi tra psicopatologia e problemi filosofici dell’essere umano, divenendo poi non solo psicanalista ma anche ricercatore e membro della prestigiosa International Association for Analytical Psychology. La sua attività di ricerca si è presto affiancata a quella naturale di divulgatore scientifico, è stato infatti collaboratore delle pagine filosofiche, culturali e divulgative de’ Il Sole 24 Ore tra 1987 al 1995 e lo è attualmente de’ La Repubblica.

Galimberti racconta volentieri al grande pubblico anche le sue riflessioni sul rapporto tra filosofia e psicologia, tra filosofia e religione, e tra le nuove generazioni e il nichilismo. Tra i suoi volumi sono divenuti celeberrimi i saggi divulgativi come L’Ospite Inquietante. Il nichilismo e i giovani, I miti del nostro tempo, e Cristianesimo. Religione dal cielo vuoto, La Parola ai giovani.

A Parlare Futuro porterà un intervento esclusivo dedicato al futuro nell’Età della Tecnica. Un futuro in cui l’essere umano, donna o uomo, non è più al centro, ma marginale rispetto alla tecnica. La tecnica si preoccupa che l’essere umano produca e funzioni come una macchina, come un automa. L’orizzonte è ristretto al puro campo della razionalità e tutto ciò che esorbita è assolutamente bandito. Pertanto, la tecnica è diventata una sorta di entità metafisica, non è più uno strumento nelle mani dell’uomo, ma è un’essenza autonoma; non ha scopi, né morale, significati, senso; produce cose, funziona, si potenzia così come dice il prof. Galimberti: «Oggi che la tecnica non ci consente di pensare la storia iscritta in un fine, l’unica etica possibile è quella che si fa carico della pura processualità che, come il percorso del viandante, non ha in vista una meta». Qui spiega come l’andare, l’errare, il viaggiare, «l’etica del viandante, senza meta e senza punti di partenza e arrivo che non siano occasionali», possa essere «il riferimento di un’umanità a cui la tecnica ha consegnato un futuro imprevedibile».

Una serata ricca di stimoli per una visione di futuro nella consapevolezza che il domani è nostro e nessuna tecnica ce lo può scippare.

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