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Dante Ferretti: l’ultima sorpresa di Tuttoingioco

evento Civitanova Marche AltaDante Ferretti a Tuttoingioco, ospite del cineforum filosofico. Il due volte premio Oscar sarà a Civitanova Marche Alta sabato 5 settembre per la proiezione del film Casinò, il lungometraggio diretto da Martin Scorsese, il cui allestimento scenografico, curato proprio da Ferretti, è stato premiato con il Nastro d’argento nel 1997.

E con Dante Ferretti, ultimo ospite a sorpresa della Biennale, il cerchio di Tuttoingioco si chiude. Perché la carovana era partita con lo scenografo maceratese circa un anno fa quando la cittadella dell’arte era solo un’idea della Fondazione Carima. Tanto che proprio Ferretti effettuò uno dei primi sopralluoghi a Civitanova Alta pensando ad un allestimento che coprisse l’impalcatura del palazzo in ristrutturazione su piazza della Libertà. Poi però non ci fu la fattibilità tecnica e il progetto restò tale. Ma Ferretti, che è anche socio della Fondazione Carima, in questi mesi è rimasto vicino agli organizzatori e per Tuttoingioco ha deciso di interrompere il suo soggiorno alla Mostra del Cinema di Venezia che prende il via mercoledì 2 settembre.

Il cineforum filosofico prende il via venerdì con la presenza dei suoi ideatori: Umberto Curi ed Enrico Ghezzi. Prima pellicola “The Prestige”, film statunitense del 2006, diretto da Christopher Nolan, tratto dall’omonimo romanzo (inedito in Italia) di Christopher Priest. In una tetra Londra di fine Ottocento due illusionisti si scontrano in un drammatico e tragico duello. Protagonisti Hugh Jackman, Christian Bale, Michael Caine, Scarlett Johansson e David Bowie.

Sabato 5 settembre, come già detto, sarà la volta di “Casinò”, mentre domenica 6 settembre il Gioco della Biennale e il cineforum si chiudono con la celeberrima partita a scacchi del Cavaliere con la morte ne “Il settimo sigillo” di Ingmar Bergman.

L’intento del cineforum non è quello di guardare film dal contenuto filosofico – ha dichiarato Curi – ma quello di vedere bei film e commentarli da un punto di vista filosofico. Nessuno mi metterà mai in testa che un film noioso può essere un bel film. La nostra scelta infatti è ricaduta su tre titoli che in modi diversi si occupano di gioco ma che soprattutto sono capolavori di celluloide.”

Il cineforum si tiene nello spazio spettacoli (Teatro Tenda in caso di pioggia) alle ore 21.00 ed è realizzato con il patrocinio dell’Istituto Italiano di Studi Filosofici e l’Associazione culturale e cinematografica Nuovo Cinema di Macerata.

Chi è Dante Ferretti?
Dante Ferretti, nato a Macerata il 26 febbraio 1943, è uno scenografo italiano. Celebre all’estero grazie alle sue numerose collaborazioni a importanti produzioni hollywoodiane, per il suo innegabile genio creativo, la sua professionalità attenta al dettaglio e per la grande versatilità che ha segnato la sua carriera, è considerato, in tutto il mondo, uno dei più grandi scenografi viventi.
A Macerata frequenta il liceo artistico, iniziando presto ad avvicinarsi al mondo del cinema e, in particolare, alla scenografia. Dopo il liceo si trasferisce a Roma e, mentre si diploma presso l’Accademia delle Belle Arti, lavora in qualità di assistente scenografo a fianco dell’ architetto Aldo Tomassini. Successivamente, come assistente dello scenografo Luigi Scaccianoce, partecipa alla lavorazione di alcuni film di Pier Paolo Pasolini quali “Il Vangelo secondo Matteo” (1964), “Uccellacci e uccellini” (1966), “Edipo Re” (1967). Sempre con Pasolini firma “Medea” (1969), il suo primo lavoro di scenografo, iniziando così una collaborazione che lo vedrà impegnato fino all’ultima opera del grande regista, “Salò o le 120 giornate di Sodoma” (1975).

Fin dal suo esordio, Ferretti si impone come autentico genio della scenografia, dalle potenti e creative visioni.

In seguito lavora con importanti registi italiani come Marco Bellocchio, Elio Petri, Sergio Citti, Liliana Cavani, Marco Ferreri, Luigi Comencini, Ettore Scola e Franco Zeffirelli, mentre si afferma anche come scenografo teatrale, allestendo numerose opere nei teatri di tutto il mondo. Particolarmente fortunato il sodalizio con Federico Fellini durato cinque film, da “Prova d’orchestra” (1979) fino a “La voce della luna” (1990), ultima opera del maestro riminese. Le sue imponenti scenografie si rivelano congeniali alla vena fantastica e onirica delle atmosfere felliniane.

Verso la metà degli anni ’80, Ferretti sposta la sua attenzione all’ estero; arriva così la consacrazione a livello internazionale con film dalle atmosfere affascinanti o fantastiche come “Il nome della rosa”, quando collabora con il regista Jean-Jacques Annaud per la versione cinematografica del romanzo omonimo di Umberto Eco, “Le avventure del barone di Münchausen” dell’ex-Monty Python Terry Gilliam, per il quale ottiene la prima candidatura all’Oscar. Nel 1990, firma le scenografie dell’ Amleto di Franco Zeffirelli, ottenendo la seconda nomination all’Oscar, entrambe insieme alla moglie Francesca Loschiavo, arredatore di set, sua abituale collaboratrice.

Nel 1993 inizia con il film “L’età dell’innocenza” (che gli vale la terza nomination all’Oscar), la collaborazione con Martin Scorsese, conosciuto anni prima a Cinecittà, sul set del film “La città delle donne” di Fellini (di cui Scorsese era un grande ammiratore), un legame che consente a Ferretti di sbrigliare liberamente la propria fantasia e la propria creatività, ideando scenografie indimenticabili: da “Casinò” (1995) a “Kundun” (1997) (scenografie e costumi che gli valgono la quinta candidatura), da “Gangs of New York” (2002) (per il quale ha ricostruito la New York di fine ‘800 nei teatri di posa di Cinecittà) a “The Aviator” (2004) che questa volta frutta a lui e alla moglie Francesca Loschiavo l’ambita statuetta.

Ferretti firma anche le scenografie di altre grandi produzioni americane come “Intervista col vampiro” (1994) di Neil Jordan (quarta nomination), Titus (1999) di Julie Taymor, Ritorno a Cold Mountain (2003) per la regia di Anthony Minghella. Più recentemente ha collaborato con Tim Burton, regista creativo e visionario, nel film Sweeney Todd: Il diabolico barbiere di Fleet Street, per il quale, nel 2008 vince di nuovo l’Oscar.

Nel 2005 ha presieduto la giuria internazionale della 62ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia

Ferretti ha curato le scene di svariate opere liriche, sua altra grande passione, nei più importanti teatri del mondo, tra cui il Teatro alla Scala di Milano, il Teatro Regio di Torino, il Metropolitan Opera di New York, l’Opéra di Parigi, la Royal Opera House di Londra, il Teatro Colón di Buenos Aires e altri ancora. Tra le opere si ricorda La Traviata nell’allestimento del 1992 per la regia di Liliana Cavani, ancora oggi rappresentata. Ultimamente ha disegnato le scene de La mosca di Howard Shore per la regia di David Cronenberg, opera tratta dall’omonimo film, rappresentata nel Théâtre du Châtelet a Parigi.

Il 25 luglio 2008 ha esordito come regista allo Sferisterio di Macerata, sua città natale, con un nuovo allestimento dell’opera Carmen di Georges Bizet. In questa regia, Ferretti ha riambientato la storia nella Spagna franchista degli anni ’30 e le scene e i costumi, molto austeri, ricordano molto i film di registi quali Pasolini, Rossellini, Fellini, De Sica. Nel cast dell’opera spiccavano Nino Surguladze (Carmen), Irina Lungu (Micaela), Philippe Do (Don Josè), SImone Alberghini (Escamillo), Carlo Montanaro (direttore).

“È stato un primo assaggio di come sarà il Festival della Filosofia finale, dal 4 al 6 settembre”

Tangos para bailar – Senigallia (AN) – 5 settembre 2009