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Gli arazzi in Cappella Sistina per le Celebrazioni Raffaellesche

In occasione del V centenario della morte del pittore marchigiano Raffaello Sanzio (Urbino 1483 - Roma 1520), fino al 23 febbraio 2020, i Musei Vaticani hanno il piacere di presentare la Cappella Sistina magnificamente adorna dei preziosi arazzi della serie Atti degli Apostoli realizzati su cartoni di Raffaello.

arazzi degli Atti degli Apostoli
Dopo la presentazione della ricostruita Pala dei Decemviri opera di Perugino, maestro di Raffaello, ai Musei Vaticani le Celebrazioni Raffaellesche entrano nel vivo con la rievocazione del suggestivo grandioso allestimento in Cappella Sistina degli arazzi ideati da Raffaello che l’artista non potè mai ammirare al completo causa la morte prematura.

Leone X incarica il divin Raffaello

I Pontefici Sisto IV e Giulio II fecero eseguire nella Cappella Magna di Palazzo rispettivamente il ciclo pittorico delle pareti e la volta michelangiolesca. Papa Leone X volle completare tramite l’arte il messaggio religioso di uno dei luoghi più sacri della Cristianità e, nel 1515, incaricò Raffaello del prestigioso compito di realizzare i cartoni preparatori per una serie di arazzi destinati a rivestire la zona inferiore delle pareti affrescate a finti tendaggi.

Raffaello Sanzio realizza i cartoni preparatori

Tra il 1515 ed il 1516 Raffaello concepì un grande ciclo monumentale con le storie delle vite di San Pietro e San Paolo, i cui cartoni preparatori vennero mandati a Bruxelles per la realizzazione degli arazzi presso la nota bottega del tessitore Pieter Van Aelst. I dieci arazzi giunsero in Vaticano fra il 1519 e il 1521.

La prima esposizione alla presenza di Raffaello

Pochi mesi prima della prematura ed improvvisa scomparsa dell’artista, il 26 dicembre 1519, per le festività di Santo Stefano, i primi sette arazzi della serie vennero esposti alla presenza del suo illustre committente. Il Cerimoniere della Cappella Papale, Paris De Grassis, annotava che ad universale giudizio, non si era visto niente di più bello al mondo: ut fuit universale juditium, sunt res qua non est aliquid in orbe nunc pulchrius.

Una rievocazione storica eccezionale

La rievocazione storica offre per l’intera settimana l’eccezionale opportunità di ammirare nella sede per cui furono pensati e voluti da Papa Leone X tutti gli arazzi di Raffaello conservati nelle Collezioni Vaticane ed esposti a turno nel Salone di Raffaello della Pinacoteca Vaticana: in omaggio al “divino” Raffaello, ma anche quale suggestiva memoria dell’antica consuetudine di adornare la maggiore Cappella Papale durante le solenni cerimonie liturgiche del lontano passato.

Tale eccezionale rievocazione è il frutto di lunghi anni di impegnativi studi da parte di specialisti internazionali, che hanno confrontato le scarne notizie storiche riguardanti le rare antiche solenni cerimonie liturgiche per le quali erano stati adoperati gli arazzi con la realtà delle pareti della Cappella Sistina.

Provato per alcune ore nel 1983 e nel 2010 secondo varianti interpretative, nell’anno 2020, in onore del grande Raffaello nel V centenario della morte, si è deciso di proporre nella sua interezza la serie completa di tutti gli arazzi nell’originale posizionamento, compatibilmente con le trasformazioni subite nei secoli dalla Cappella Sistina, a cominciare da quella della parete dell’altare per la realizzazione del Giudizio Universale di Michelangelo.

L’impegnativo quanto suggestivo progetto, speciale omaggio a Raffaello, realizzato con la curatela di Alessandra Rodolfo (responsabile del Reparto Arazzi e Tessuti e del Reparto per l’Arte dei secoli XVII e XVII dei Musei Vaticani) con la preziosa collaborazione del Laboratorio Restauro Arazzi e Tessuti dei Musei Vaticani, mette in mostra per la prima volta tutti gli arazzi delle collezioni vaticane disegnati dal Divin pittore Urbinate: dieci capolavori, lunghi cinque metri e alti quattro.

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