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Riverberi: il suono, lo spazio e l’artista. A Fermo dal 22 Dicembre

La Chiesa di San Filippo Neri, la Sala dei Ritratti ed il Terminal Mario Dondero: sono gli spazi scelti da TAM Tutta un'Altra Musica in collaborazione con il Comune di Fermo per lanciare "Riverberi", un progetto che nasce dall'idea di recuperare l'antico rapporto tra il suono, lo spazio e l'artista.

Un progetto bello e che per la prima volta mette insieme diversi spazi, alcuni che apparentemente sembrerebbero non idonei alla musica e che invece grazie a Tam, con cui prosegue questo proficuo rapporto di collaborazione dopo il successo del concerto di Greenwood, possono essere resi vivi anche da un punto di vista musicale. Un progetto sperimentale che sicuramente ha i presupposti per essere replicato” – le parole del vice Sindaco e assessore alla cultura e al turismo Francesco Trasatti.

Questo aspetto – sottolinea Giambattista Tofoni, ideatore della storica rassegna musicale – è attualmente abbandonato dall’uso indiscriminato dei sistemi di amplificazione e dalla conseguente eccessiva pressione sonora generata. Il nostro fondamento concettuale è creare il suono in tempo reale, per sfruttare le caratteristiche dell’ambiente, reagendo alle riflessioni appena create. La musica non può che essere improvvisata, creata all’istante, in tempo reale e l’ascoltatore non può che aspettarsi l’inaspettato“.

Riverberi“, quindi, si propone di valorizzare uno straordinario giacimento musicale – quale il jazz è diventato negli ultimi anni – in luoghi che ne esaltino una nuova e diversa modalità di fruizione, come appunto gli spazi del capoluogo di provincia che ospiteranno (a partire dalle ore 18) le performance di tre artisti del panorama internazionale: Filippo Vignato Solo “All About Dreaming” (domenica 22 dicembre, Chiesa di San Filippo Neri, ingresso libero), Marco Colonna Solo con clarinetto e sassofono (sabato 11 gennaio, Sala dei Ritratti, ingresso € 5) e Giuseppe Franchellucci Solo con violoncello (sabato 18 gennaio, Terminal Mario Dondero, ingresso € 5).

Ottoni, fiati e corde si susseguiranno per tre straordinari pomeriggi all’insegna della valorizzazione di altrettante strutture di recente recupero – prosegue Tofoni -. Strutture dove ora c’è la possibilità di allestire lo spazio scenico in più modi, sfruttando quindi diverse modalità di fruizione. La modulabilità che li caratterizza ci permetterà di disporre le sedie ad anfiteatro, creando così situazioni di grande suggestione con musiche improvvisate grazie a veri e propri talenti del panorama internazionale“.

Il biglietto per il concerto del Terminal comprenderà anche l’ingresso alla mostra con le fotografie di Mario Dondero, che verrà inaugurata il prossimo 21 dicembre.

Ogni concerto, inoltre, sarà seguito da una degustazione.

Filippo Vignato. Trombonista, compositore e arrangiatore nato a Thiene (VI) nel 1987 e cresciuto in una famiglia dove la musica è di casa, inizia lo studio del trombone a 10 anni. Oggi svolge una intensa attività concertistica in Italia e tutta Europa come sideman e come leader di propri progetti artistici ed è considerato come uno dei più interessanti musicisti italiani della sua generazione.

All About Dreaming è una performance per trombone solo concepita per adattarsi alle diverse dimensioni acustiche degli spazi che la ospitano: un dialogo essenziale e minimalista con gli echi, e riverberi e le risonanze del luogo da scoprire e ri-scoprire durante il concerto stesso. Un’esperienza totalizzante per musicista e pubblico, avvolti dallo stesso suono e dallo stesso spazio in una dimensione onirica senza tempo

Filippo Vignato
Filippo Vignato

Marco Colonna è uno dei musicisti italiani più progettuali, capace di impegnarsi in parecchie situazioni, dal solo al duo, dal trio al quintetto, sempre cercando di tracciare un percorso artistico coerente ed onesto.

“La mia ricerca del suono avviene in solitudine, pensando, creando e liberandosi da qualsiasi maschera usata per approcciare con gli altri. Ma è anche il processo che si basa sulla rimozione di ogni limite tecnico e fisico legato ai propri mezzi di comunicazione, così come trovare il silenzio, quella condizione privilegiata nella quale agire.

La mia ricerca solista si fonda sull’idea di uno scontro tra immagini che ho vissuto, o semplicemente visto, contro la mia emotività di uomo, così come accade tra la tecnica e l’urlo contro la loro incapacità di coesistere o nel loro essere un’unica entità.”

Marco Colonna
Marco Colonna

Giuseppe Franchellucci ha iniziato lo studio del violoncello al Conservatorio G.B.Pergolesi di Fermo e parallelamente frequentava il liceo classico. Poi ha proseguito la formazione presso l’Istituto Musicale Pareggiato Orazio Vecchi di Modena dove, sotto la guida del Maestro Marianne Chen, si è diplomato nel 2005 ed ha conseguito il diploma accademico di secondo livello col massimo dei voti nel 2008. Nel frattempo ha avviato l’attività concertistica in vari stili musicali, dalla classica al jazz, dall’etnica alla contemporanea ma anche kletzmer e tango.

Giuseppe Franchellucci

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