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Viaggio tra i libri di Ernesto Rossi. La “strana” biblioteca di uno “strano” economista

presentazione libro FanoErnesto Rossi è con Altiero Spinelli ed Eugenio Colorni tra i principali promotori del federalismo europeo. Nel 1941 insieme a Spinelli, con il quale era al confino perché in opposizione al regime fascista, fissò i principi e le idee del progetto europeo nel Manifesto di Ventotene. La sua figura verrà ricordata venerdì 8 novembre (ore 17.00 ingresso libero) alla Sala di Rappresentanza della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano in un appuntamento organizzato dall’Università dei Saperi “Giulio Grimaldi”.

L’occasione è la presentazione del libro La “strana” biblioteca di uno “strano” economista. Viaggio tra i libri di Ernesto Rossi, del fanese Massimo Omiccioli, dirigente della Banca d’Italia alla quale è stata ceduta qualche anno fa la raccolta dei libri di economia ad egli appartenuti e che da subito ha assunto l’impegno a conservare, valorizzare e mettere a disposizione della collettività i testi, che sarebbero così entrati a far parte del patrimonio della Biblioteca della Banca d’Italia intitolata a Paolo Baffi.

La sua vicenda umana e storica verrà ricordata dall’autore in una conversazione con la storica Antonella Braglia, studiosa del pensiero antifascista e federalista europeo, autrice di saggi e monografie su Ernesto Rossi il quale fu fondatore con Salvemini e con i fratelli Rosselli del movimento antifascista Giustizia e Libertà.

Si tratta di un viaggio tra i libri di quello che viene definito “strano economista” perché la sua formazione non avvenne tra Università e centri studi ma nelle carceri del regime fascista dove, per sopravvivenza economica e per superare l’isolamento carcerario, studiò e tradusse libri di importanti economisti. È un’occasione per fare il punto sul suo pensiero, sulle difficoltà a causa della censura fascista di leggere i libri in carcere, dove passò circa 13 anni tra prigioni varie e confino, sul sostegno avuto dalla moglie e dalla madre nel procurarsi i libri, sul rapporto con Luigi Einaudi (economista, futuro Governatore della Banca d’Italia e Presidente della Repubblica Italiana), sulle origini del pensiero federalista, sull’esilio in Svizzera fino alla  liberazione, e sul ruolo che ebbe nel dopoguerra.

Emergerà la figura ancora attuale di un pensatore che si sentiva più europeo che italiano, e che, durante il secondo conflitto mondiale, teorizzava le motivazioni storiche e politiche dell’unificazione europea per giungere alla costituzione degli Stati Uniti d’Europa.

Ingresso libero. Inizio ore 17.00

Info: 0721.831316

Io sono un grande insudiciatore di libri. Più ci sono freghi, richiami, note in margine, anche di persone diverse, e più i miei libri mi sembrano cose famigliari.
Ernesto Rossi
Ernesto Rossi
lettera a Luigi Einaudi da Ventotene, 5 febbraio 1941

«Questo libro ha il merito di raccontare la vita di uno studioso attraverso i suoi libri, che di ogni studioso sono accessorio indispensabile. Ma in un uomo pubblico il lavoro sulle idee è spesso un lungo allenamento per l’azione, come dimostra l’esperienza di rossi quale Presidente dell’Azienda per il rilievo e l’alienazione dei residuati: un’agenzia che doveva “privatizzare” i beni e i materiali abbandonati dall’esercito alleato o confiscati al nemico. “Con una situazione dell’ordine pubblico a dir poco precaria e un’amministrazione pubblica sfasciata, ‘vendere presto e vendere bene’ – come voleva rossi – e ‘vendere senza fare preferenze’ montagne di beni i cui valori erano quasi impossibili da determinare, distribuiti in decine di campi sparsi per l’italia, e verso i quali si rivolgevano le brame di interessi economici grandi e piccoli, e di una popolazione carica di bisogni, fu davvero un compito formidabile”. Al quale anni di fatiche e umiliazione, ma anche di studio e riflessioni, sul calcolo economico e sul valore, sullo scambio e sulla pianificazione, consegnarono un ernesto rossi determinato e pronto assieme.» Alberto Mingardi su Nuova Storia Contemporanea.

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